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CHICHEN ITZA

 

Sito maya fra i più importanti, risale al Tardo Periodo Classico. Raggiunse l'apice della sua potenza tra il 900 e il 1100. Sono presenti elementi maya e toltechi, a causa delle relazioni che i Maya intrattennero con i popoli dell'area messicana in quei secoli. Nel X sec. fu conquistata dai Toltechi che ne proseguirono la costruzione, aggiungendovi aquile e serpenti piumati.

Sembra che intorno alla città gravitassero almeno 500.000 persone prima dell'arrivo degli Spagnoli. Un numero così imponente da rendere Chichén Itzá la più importante città della sua epoca nel mondo.
Basta dare un'occhiata alle dimensioni dei sette templi-piramide che si innalzano sul tappeto erboso per capire che la sua fama non è usurpata. L'ingresso al sito archeologico avviene da un grande edificio moderno, dotato di un museo e dei classici negozietti per i turisti.

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Dalla piantina dell'epoca della scoperta (disegno) a quella più attuale (piantina) si può vedere quanto si è riuscito a strappare all'imponente vegetazione.

Dopo aver fatto il biglietto per l'ingresso (anche per l'eventuale telecamera!) si incontra subito un rappresentante della CECIJEMA - Fundacion Cultural Alberto y Delfina Bojorquez, azienda culturale che si occupa della divulgazione e conservazione del patrimonio della cultura Maya, il quale dà alcune spiegazioni sul senso del tempo per i Maya. Chi lo desidera può farsi scrivere (si ritira all'uscita, con tanto di certificato di autenticità) la data della propria ricorrenza secondo il calendario Maya.

Una piccola premessa prima della "visita" ci sembra necessaria: i Maya avevano una organizzazione culturale e sociale basata sulla figura del "reggente", un uomo (o una donna!) in grado di "comunicare" con i morti. Secondo la cultura maya infatti erano i morti far rinascere il sole ogni giorno e per farlo avevano bisogno dell'energia che il reggente dava loro compiendo dei riti, tra i quali l'accensione del fuoco e le "perforazioni": il reggente perforava una parte del corpo (di preferenza i genitali o la lingua) dalla quale uscivano gocce di sangue che faceva cadere sul terreno, dove erano sepolti gli antenati; queste gocce davano l'energia agli antenati che erano così in grado di far rinascere il sole e dare nutrimento alla terra. Da qui la necessità di sentire gli antenati più vicini ai vivi e più vicini al cielo: le piramidi! Nelle città maya ci sono sempre delle piramidi che in origine dovevano essere dei semplici cumuli di terra. Spesso le piramidi sono costruite una sopra l'altra: una piramide per il reggente, poi sopra una per il suo successore e così via: il risultato è  un insieme di "tombe"... vuote, senza suppellettili ecc. a differenza degli egizi! Da quanto si è potuto capire inoltre i Maya vivevano all'aperto: i templi servivano solo per i riti e dentro erano praticamente vuoti! Sulla cima delle piramidi c'è uno spiazzo sul quale è costruita una "stanza" dove avvenivano i riti: solitamente questa camera aveva tre porte. Al centro il reggente accendeva il fuoco e vi bruciava delle erbe con effetti allucinogeni, effettuava le perforazioni e comunicava con gli antenati. La popolazione vedeva poi il risultato dal fumo che usciva dalle porte che andando verso l'alto si "attorcigliava" e dava vita al serpente piumato, il più importante degli dèi che i Maya adoravano: il dio della fertilità. Era fondamentale per loro osservare il serpente perché annuncia con precisione le varie stagioni, infatti è il primo animale che va in letargo con l'inverno ed è il primo a risvegliarsi all'arrivo della primavera e ad ogni cambio di stagione cambia la pelle!
I "sacerdoti", se così li si può chiamare, erano per lo più astronomi-matematici: conoscevano molto bene le stelle (probabilmente la stella di riferimento non era la nostra stella polare ma sirio) e il ciclo della luna, avevano una scansione del tempo molto precisa (i loro calcoli sono ancora oggi precisi) tanto che usavano due calendari, uno sacro e uno civile di cui uno con il conto lungo e uno corto; conoscevano l'uso dello zero e usavano una base 20. Le costruzioni delle piramidi e dei templi hanno dietro uno studio ben preciso per l'illuminazione del sole e per l'acustica!
La base dell'alimentazione era il mais: quando però la terra non era più fertile e non dava più frutti veniva dichiarata non più città sacra, così la abbandonavano e cercavano un altro posto dove costruire una nuova città sacra. Le vecchie città abbandonate venivano così "invase" dalla foresta e "perse".
E soprattutto i Maya, a dispetto di quanto si è detto e si continua a dire, non facevano sacrifici umani!

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Castillo

Appena entrati ci si imbatte nel Castillo, ossia la famosa piramide di Kukulkán, alta 30 m., la più grande ritrovata finora.
Ogni lato della piramide ha una scalinata, ma solo un lato, quello in direzione del cenote (pozzo sacro), ha alla base una testa di serpente. Si può salire fino alla cima solo da una scalinata: gli scalini sono molto stretti e alti ed è stata messa nel centro una corda di ferro. Arrivati in alto, passando da una porta all'altra, si può ammirare la città e soprattutto il Tempio dei Guerrieri e il Gruppo delle Mille Colonne immerso nel verde, che si apprezza appunto con una "vista aerea"... sempre che non soffriate di vertigini!!! E se non soffrite di claustrofobia... si può entrare all'interno della piramide!

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Questa "montagna di pietra", è un gigantesco calendario: le 4 scale, con 90 gradini ciascuna, rappresentano 360 giorni; gli ultimi 4 e la piattaforma superiore della piramide, i 5 giorni nefasti. Nel giorno dell'equinozio di primavera il serpente scende dalla piramide per fertilizzare la terra: infatti la disposizione della piramide è tale che l'ombra del sole sui gradini crea l'immagine di un serpente che dall'alto della piramide scende fino a terra e va verso il pozzo sacro.
L'acustica è stata studiata in modo che il reggente dall'alto potesse far sentire la sua voce (anche parlando normalmente) al popolo che stava in basso e viceversa; non solo il suono emesso da un angolo della piramide si sente anche nell'angolo opposto mentre in corrispondenza delle porte il suono "ritorna" leggermente modificato.

Castillo al tempo della scoperta

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Castillo al tempo della scoperta

Sulla sinistra, in direzione nord, la Via sacra porta al Cenote sacro, un grande pozzo circolare alimentato da una fonte sotterranea, dove secondo alcune teorie venivano effettuati sacrifici umani e gettati monili d'oro e d'argento in onore degli dèi. In seguito a ricerche archeologiche si trovarono però solo circa 200 scheletri, accumulati in diverse migliaia di anni, per lo più di bambini (figli della colpa o malformi) e vecchi (poichè non c'erano appigli era facile cadere nel pozzo). In quanto all'oro... i Maya non conoscevano l'oro! Il materiale prezioso per loro era l'ossidiana!

A nord ovest della piramide si estende il Gioco della palla, uno dei più vasti di tutti i centri maya. Un campo delimitato da due muri sui quali sono ben distinguibili gli anelli in pietra contrapposti, dentro i quali, secondo alcune teorie, i giocatori, muniti di parabraccia, dovevano far passare la palla. La palla con cui si giocava era fatta di cauciù e pesava più di cinque chili, per cui considerato che l'anello si trova molto in alto ed tuttora si possono vedere le iscrizioni: qual'era lo scopo del gioco?
Sulle pareti laterali del campo si trovano dei bassorilievi che dovrebbero descrivere la storia di questo gioco sacrale e forse crudele, ma che gli studiosi non sono ancora riusciti a capire.
Ai due estremi del campo ci sono due tempietti: la cosa che colpisce di più, viste soprattutto le dimensioni del campo, è ancora una volta l'acustica: tra i due muri del campo i suoni rimbalzano da una parete all'altra mentre quello che ci si sussurra in un tempietto si sente nell'altro!

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Tempio delle mille colonne

Al lato del campo il Tempio dei Giaguari, poi lo Tzompantli, ossia il Tempio dei Teschi, con bassorilievi di crani che divorano il cuore di uomini, e la Piattaforma dei Giaguari e delle Aquile, con aquile e felini che si accaniscono sui corpi umani. Si arriva così al Tempio dei guerrieri dove una scalinata sale alla piattaforma con la statua del dio Chac-mool e si arriva al Gruppo delle Mille Colonne: una serie di pilastri (alcuni con decorazioni di serpenti) che creano un rettangolo; ne sono stati scoperti quasi mille!

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Tornando indietro, si prosegue fino all'Ossario; da qui, sulla sinistra, parte un sentiero che arriva fino a El Caracol, l'osservatorio astronomico, con le maschere del dio Chac in corrispondenza dei quattro punti cardinali. Dalla sua cupola i sacerdoti osservavano il moto degli astri e dalle porte nei giorni dei solstizi ed equinozi i raggi del sole entravano ad illuminare la parte interna della costruzione.   Il nome Caracol è stato dato perché all'interno c'è una scala a chiocciola.

El caracol

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El Caracol al tempo della scoperta

Poco discosto, il Convento o Tempio delle Monache, con numerosissime stanze senza porte. Questa costruzione, è stata praticamente distrutta da un "geniale archeologo" francese che ha creduto bene di usare la dinamite per vedere cosa c'era nelle stanze... che naturalmente erano ... vuote!!!

Sempre vicino al Caracol c'è la Tomba dei Grandi Sacerdoti, una piramide di medie dimensioni ricostruita con le pietre orginali ... con qualche "buco" per le pietre mancanti.

L'intero sito archeologico, molto curato e ben conservato, è stato catalogato: ogni tanto si trovano delle pietre numerate che fanno parte di qualche costruzione ancora da riassemblare o da ritrovare e "strappare" alla foresta.

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